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Il sale marino si ottiene dall’evaporazione dell’acqua del
mare,che viene introdotta nella salina tramite una spira di Archimede.
L'acqua entra nella prima vasca e poi passa da una all’altra con un
flusso che viene regolato dalle mani sapienti dell’uomo. Il passaggio
da una vasca all’altra (Il numero delle vasche varia in base all’astensione
della salina) e l' effetto dell’evaporazione, dovuta al sole e al
vento, determinano un aumento della concentrazione salina, fin quando si
arriva in una vasca servitrice dove l'acqua diventa satura, ossia
pronta ad essere immersa nelle vasche salanti, per depositare il sale
marino.
Il punto di saturazione è quello stadio in cui, per un processo chimico,
qualsiasi liquido diventa solido. Il sale raggiunge questo stadio a 25 gradi
baumè
Pertanto per un processo chimico si formano i cristalli di sale.
Il ciclo dura da giugno a settembre. Tempo permettendo, il primo raccolto si
fa dopo circa 50 giorni dall'inizio della coltivazione, il secondo dopo 30
giorni . Viene raccolto a mano dagli operai con pala e carriola, e si fanno
cumuli di sale negli arioni , ossia negli spazi davanti alle vasche salanti.
La struttura di una salina che è separata dal mare da un
argine che la circonda è rappresentata nella carta topografica allegata.
Le saline di Trapani si estendono in una fascia costiera che va da
Trapani a Marsala e sono state costruite attorno al 1500.
La salina comprende quattro ordini di vasche. Nella prima
detta la “fridda" o vasca di prima entrata, l’acqua del mare entra
sollevata da una spirale di Archimede (vedi in cartografia vasca n.1) e
raggiunge un metro di altezza e una salinità di quattro gradi Baumè.
Dalla fridda passa tramite una chiusa, regolata dalla sapienza dell’uomo, in
una seconda vasca denominata “vasu coltivu” o vasche di evaporanti (vedi
vasche n.2), dove raggiunge una salinità di 12 gradi Baume. Da qui
l'acqua passa, sempre per differenza di livello, nelle vasche
denominate caure o vasche servitrici (vasche n.3), dove con un percorso serpentino,
arriva nelle vasche n.5 che raggiungono una salinità di 25 gradi Baume o
punto di saturazione, cioè il punto in cui l’acqua salina incomincia a
precipitare il sale.
A questo punto L’acqua satura viene introdotta nelle vasche salanti, tramite
un canale dove si va a depositare il sale. (vedi vasche n.4)
Il lavoro in salina incomincia nel mese di marzo con la pulitura delle vasche
salanti dalla fanghiglia accumulata durante l’inverno.
Prosegue con l’introduzione dell’acqua e con il giro serpentino per far concentrare
l’acqua di mare.
Il periodo di coltivazione del sale va da giugno a settembre con due raccolti
mediamente all'anno.
In pratica ogni 45 giorni le vasche salanti vengono prosciugate di acqua ed
il sale viene messo in cumuli piccoli dentro le vasche e poi con pale e
carriole messo negli arioni.
Pertanto gli elementi che si usano sono solo l’acqua di mare con i suoi
elementi oligominerali che poi troviamo nel sale, il sole e il vento che
fanno evaporare le molecole di acqua e fanno aumentare la concentrazione
salina.
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